«I bambini hanno diritto ad essere felici. E noi stiamo dalla loro parte»

Alla sala convegni della Banca di Piacenza il primo appuntamento organizzato dall'associazione "Bikers For Children" che nasce anche a Piacenza: «Sogniamo di realizzare una casa di accoglienza per minori in situazione di disagio»

Redazione18 Ottobre 2013
Il tavolo dei relatori alla Banca di Piacenza
Il tavolo dei relatori alla Banca di Piacenza

«Noi stiamo con i bambini». E' il concetto principale che anima l'attività dell'associazione "Bikers For Children", che ora approda anche a Piacenza . «Siamo un'associazione di volontariato senza fini di lucro, creata da un gruppo di amici che vuole mettere a disposizione dei bambini l'esperienza già maturata all'interno di altre realtà di volontariato, operanti nel mondo dei minori. Siamo per la maggior parte motociclisti, ma l'associazione è aperta a tutte le persone che vogliono donare parte del proprio tempo libero a favore dei minori che si trovano in situazione di disagio, o comunque in uno stato di bisogno al punto di vista alimentare, sociale, sanitario, educativo e familiare: tutto ciò per contribuire a garantire ai bambini e agli adolescenti il diritto alla felicità». 

L'associazione, da tempo presente nel Cremonese e che ora è arrivata anche a Piacenza, ha organizzato nel pomeriggio del 18 ottobre un convegno alla sala congressi della Banca di Piacenza alla Veggioletta, dal titolo "Il disagio minorile e l'accoglienza in comunità". In sala, anche l'assessore Giovanna Palladini, mentre tra i relatori hanno preso la parola Marco Monzani, Maria Cristina Zanini, Francesco Fossati, Serena Merli e Alberto Manzoni.

«Puntiamo a simulare la presenza della famiglia nella vita del bambino, attraverso l'impiego di figure adulte - ha spiegato, in apertura, l'avvocato Laura Ruscio - Realizziamo iniziative a scuola e fuori dalla scuola, in collaborazione con chi ha le competenze specifiche. Collaboriamo anche con le istituzioni e realizziamo eventi per raccogliere fondi. A Cremona di recente si è tenuta, ad esempio, una giornata dedicata a bambini». 

«Il nostro progetto più ambizioso si chiama "Giallo canarino". È un posto, un contenitore, dove creare eventi diversificati a favore dei minori. Con l'aspetto ludico, ma non solo. il traguardo finale è la realizzazione di uno o più strutture di accoglienza per la formazione e preparazione di adolescenti vittime di situazioni di disagio e di forte disagio».
«La struttura sarà il luogo dove i ragazzi ricominceranno a vivere una vita normale, dove impareranno a riconoscere il loro valore di persone. Questo sarà attuabile grazie ad una serie di attività che, oltre a formare i ragazzi, permetterà anche gran parte del sostentamento della struttura stessa. Si potranno infatti creare laboratori come - per esempio - di falegnameria, di fotografia, di meccanica, di musica, di cucina spaziando anche nel campo delle coltivazioni e dell'allevamento di animali. Tutto ciò potrebbe portare anche alla creazione di cooperative. Ovviamente ci saranno sempre presenti figure professionali quali assistenti sociali, psicologi, educatori. Questo è un progetto a lunga scadenza, impegnativo nella realizzazione ma non impossibile da attuare, specialmente se aiutato anche da donazioni volontarie di enti privati che credono nella riuscita di questo progetto».

L'altro grande progetto della associazione si chiama

"La Casa di Andrea"

una casa di accoglienza per minori in difficoltà, e dedicata alla memoria di Andrea, un bambino scomparso prematuramente.


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